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Le tecniche modellistiche di verniciatura da me impiegate sono il risultato di anni di sperimentazioni e scambio di esperienze con altri modellisti.

Le mie prime tecniche di verniciatura consistevano nell'applicazione dei colori seguendo solo le indicazioni delle istruzioni o delle riviste modellistiche.

Innanzitutto mi procuravo i colori necessari alla verniciatura del modello, seguendo le codifiche internazionali (RAL, Federal Standard, ecc.).

Una volta in possesso di tutti i colori necessari, stendevo il colore più chiaro su tutta la superficie del modello, in modo da mettere in risalto le imperfezioni di finitura superficiale.

Dopo avere rettificato con carta vetrata finissima le eventuali irregolarità superficiali, applicavo le mani di colori successivi.

I colori da me impiegati erano di tipo acrilico (Gunze Sangyo o Tamiya), diluiti circa al 50 - 70%; tutti i particolari erano verniciati ad aerografo, mentre il pennello era utilizzato solo per realizzare gli effetti di invecchiamento e per le lumeggiature a dry-brushing sui vari dettagli.

A seconda del grado di sfumatura delle linee di passaggio da un colore all'altro, realizzavo mascherature in cartoncino da disegno e le posizionavo a diversa distanza dalla superficie da verniciare, in funzione della sfumatura voluta.

I colori metallici erano realizzati con colori sintetici (Humbrol e Molak), ai quali aggiungevo leggere percentuali di marrone, nero o blu, per ottenere la tonalità voluta.

L'invecchiamento e gli effetti di usura superficiale (trafilamenti di olio, residui di grasso, sporcature dovute al calpestio del personale, ecc.) erano realizzati con polveri di gessetti marroni e neri, applicate a pennello.

Le linee incise delle pannellature superficiali erano riempite con colori ad olio diluiti, stesi con un pennello fine; i residui e gli eccessi di colore al di fuori delle linee incise venivano asportati, dopo una giornata di attesa, con un panno di cotone o con fazzoletti di carta.

Per ciò che riguarda tutti i vani (cockpit, avionica, alloggiamento carrelli, motore, ecc) utilizzavo la stessa identica tecnica.

In sintesi, la tecnica da me precedentemente utilizzata consisteva nello stendere i colori con la massima fedeltà al codice RAL o FS, incurante di ogni altra considerazione di carattere più "artistico".

I modelli apparivano fedeli ma, come si suol dire, "piatti".

Inoltre, utilizzando in passato la tecnica costruttiva del completo assemblaggio di ogni particolare e la successiva verniciatura di tutto l'insieme, lumeggiando con dry-brushing, i particolari risultavano belli ma dall'aspetto ruvido.

Sulla base di questa tecnica ho realizzato tutti i modelli illustrati in questo sito, ad eccezione del S3B Viking, per il quale ho adottato un nuovo procedimento di verniciatura.

In questa pagina sono illustrate alcune immagini realizzate su modelli da me utilizzati per sperimentare nuove tecniche di costruzione e verniciatura.

In occasione delle diverse Mostre e Concorsi modellistici, ho potuto ammirare la finezza e l'elevatissimo livello qualitativo della verniciatura eseguita dai figurinisti.

Anch'essi sono alle prese con lo studio rigoroso e continuo del corretto colore di base suggerito dalla documentazione e dall'iconografia ma, in aggiunta, effettuano anche uno studio sulla luminosità e sugli effetti cromatici realizzati dalla luce stessa sul modello.

Dovendo rendere realistico un figurino di piccole dimensioni, essi riproducono i giochi di luci ed ombre per accentuare la profondità del modello.

In particolare stendono uno strato di grigio chiaro o bianco ad aerografo sull'intera superficie del modello e, successivamente, spruzzano diversi veli di colore finale diluitissimo (10 - 30%) dalla direzione dell'ombra.

Ciò significa che depositeranno maggior colore sui punti in ombra e lasceranno trasparire il bianco di fondo (più o meno velato) nelle zone esposte alla luce.

Ovviamente un figurino presenta più interstizi e sottosquadri rispetto ad un aereo, ma l'idea può essere applicata anche a quest'ultimo con risultati sorprendenti.

Seguendo questo nuovo metodo di verniciatura, ho iniziato la costruzione del  S3B Viking.

Ho steso uno strato iniziale ad aerografo di bianco Gunze Sangyo ed una lunga serie di strati del grigio finale Gunze Sangyo, molto diluito, fino ad ottenere l'effetto desiderato.

Durante la stesura di questi leggeri strati di colore, occorre regolare la pressione di verniciatura a valori non troppo elevati, data l'elevata diluizione del colore.

Per conferire al modello un maggiore effetto di profondità e per favorire i giochi di luce, ho steso strati di colore più consistenti nelle zone in ombra ed ho lasciato trasparire più bianco di fondo nelle zone maggiormente esposte alla luce (dorso, bordi in entrata ali e timone, ecc.).

Attraverso mascherature in cartoncino da disegno, e plasticard fresato, è stato possibile riprodurre l'effetto "a pezze di colore", dovuto ai reali ritocchi di vernice sull'aereo.

Per tutti i dettagli interni e i vani (cockpit, seggiolini eiettabili, alloggiamneto carrelli, motore, avionica, ecc.) utilizzo la stessa tecnica, ma parto da uno strato di fondo nero acrilico, al quale sovrappongo strati diluiti di colore finale e una velatura di colore molto schiarito, per conferire maggiore luminosità ai dettagli più in rilievo.

La tecnica del dry-brushing viene minimizzata.

Gli effetti di invecchiamento ed usura superficiale vengono realizzati con colori ad olio secondo la stessa tecnica sopra descritta.

Riassumendo in breve questa nuova filosofia modellistica, l'idea è quella di considerare ogni singolo particolare come un modello a se stante che si potrebbe immaginare, ad esempio, di esporre su una basetta; in tal modo si è più portati a prestare la massima attenzione ai minimi dettagli e ad impiegare con maggiore convinzione tutto il tempo necessario alla loro costruzione.

Interni TBF1C Avenger 1/48 verniciati con colori acrilici e lumeggiati successivamente con dry-brushing in verde di base schiarito e grigio

Interni F16A 1/48 verniciati stendendo uno strato di fondo nero e successivi strati molto diluiti di grigio acrilico FS36231 lasciando trasparire il nero di fondo nelle zone in ombra; lumeggiatura finale realizzata attraverso strati finali molto leggeri di grigio acrilico FS36231 via via più schiarito con bianco.

Applicazione finale di colore ad olio grigio scuro negli interstizi.

Consolle laterali verniciate in nero con colore di china e lumeggiate con leggerissimo dry-brushing in grigio medio; pulsanti e switch applicati dopo la verniciatura delle consolle.

Dorso F16A 1/48 verniciato con strato iniziale di bianco acrilico e successivi strati molto diluiti in grigio acrilico FS36118 insistendo lungo le linee delle pannellature superficiali.

Notare le leggere sfumature di grigio che rompono l'uniformità del colore.

Trafilamenti di olio e linee pannellature realizzate mediante colori ad olio marrone, nero, grigio-blu diluito con diluente per colori sintetici.